Quattrini pochi - come già sa la maggior parte di coloro che leggono - dignità professionale molta. Infatti in precedenza gli accompagnatori all'estero ricevevano una diaria giornaliera a parziale riconoscimento di spese e obblighi di sorveglianza accresciuti. Stiamo parlando di cifre variabili a seconda del paese (seguendo antidiluviane tabelle del costo della vita presunto), decurtate pesantemente in presenza del trattamento di mezza pensione, che portavano a riconoscere 20-30 euro giornalieri, utili al più per rimborsare un pasto decente in pizzeria...
Di questo si tratta, non certo delle faraoniche prebende della casta, di politici e funzionari ministeriali in trasferta all'estero in hotel a cinque stelle, magari con l'auto di servizio! Chi intendeva veramente colpire il ministro con i suoi tagli? Diamogli la possibilità di riflettere, e di cambiare un provvedimento vessatorio nei confronti dei docenti!
Non è da oggi che si umiliano gli insegnanti...
Infatti anche le visite d'istruzione in Italia sono normate in maniera ridicola e incoerente. Per le uscite di un giorno (eccedenti l'orario di servizio) si riconosce il diritto ad un rimborso del pranzo, entro il limite di una ventina di euro. Per le visite di più giorni, tutto cambia: fino alla metà degli anni Novanta, era prevista in alternativa un'indennità oraria risibile, ma che risultava alla fine vicina alla cifra del rimborso di un pranzo. Il meccanismo venne sovvertito dalla genialità dell'allora ragioniere generale dello Stato, Monorchio, che interpretò letteralmente il dispositivo (riconoscimento di due pasti al giorno) sentenziando che... colazione e cena compresi nell'usuale trattamento alberghiero di mezza pensione sono appunto due pasti, e che null'altro è dovuto ai famelici insegnanti. Capita la beffa?
L'indignazione avrebbe dovuto rompere gli argini, non certo per l'entità della somma, ma per il meccanismo che umilia e denigra la dignità professionale del docente. Invece in molti hanno ingoiato il rospo senza fiatare, ed ora ecco le conseguenze, con l'“atto secondo” della cancellazione delle diarie all'estero.