Il messaggio è chiaro...

Chi vuole accompagnare le classi in visite d'istruzione lo fa: 1) a suo rischio e pericolo, considerando anche il diffondersi di atteggiamenti sempre meno responsabili da parte di taluni allievi; 2) a titolo sostanzialmente gratuito, nonostante il numero di ore di servizio sia raddoppiato, o triplicato, se si considera l'obbligo della vigilanza notturna; 3) a sue spese, per quanto riguarda la sopravvivenza alimentare e ogni altro onere (trasporti locali e musei, ove non siano previste gratuità).

È una situazione ideale per i capi: il lavoratore opera senza riconoscimento economico, il che si intona perfettamente a questi tempi di “flessibilità” e precarizzazione, di arroganza padronale e di accettazione dei compromessi al ribasso per mancanza di alternative. La vogliamo accettare e subire anche noi?

LA SOLUZIONE È A PORTATA DI MANO: 
NIENTE GITE DI PIÙ GIORNI PER L'ANNO SCOLASTICO 2010-2011.
IN MANIERA SERENA, MA INFLESSIBILE, NEGHIAMO LA NOSTRA DISPONIBILITÀ ALL'ACCOMPAGNAMENTO A QUESTE CONDIZIONI UMILIANTI.
FACCIAMO IN MODO CHE NON SIA UNA SCELTA INDIVIDUALE, 
MA COLLETTIVA E CONDIVISA. MOSTRIAMO CHE LA CATEGORIA 
È CAPACE DI TUTELARE LA PROPRIA DIGNITÀ PROFESSIONALE!