Visite d'istruzione: non parliamo qui del valore didattico, che dipende in primis dalla serietà dei docenti e dall'effettiva integrazione nella programmazione disciplinare. Si tratta invece della dequalificazione del lavoro dei docenti chiamati ad accompagnare gli studenti nelle “gite”. Ci si chiede di vigilare (giorno e notte) e di assistere i ragazzi, affidatici dalle famiglie. Siamo chiamati a organizzare i dettagli e a fornire gli opportuni riferimenti culturali. Sono tutti compiti che ci assumiamo volentieri e con spirito di servizio (non riflettendo a fondo, forse, sulla portata della responsabilità civile che grava su di noi per comportamenti imprevedibili, legati a una possibile incoscienza giovanile).
Però è inaccettabile che il trattamento economico per la nostra opera, già inscrivibile a lettere di fuoco negli annali della taccagneria, venga ora del tutto cancellato, realizzando l'equazione: maggiore lavoro + responsabilità giuridiche = nessun riconoscimento (= tanto andate a divertirvi)!
Bisogna ribellarsi a questo stato di cose, che si inscrive in una strategia di lungo periodo, la quale parte da un presupposto odioso eppure diffuso, anche in forme non sotterranee: il lavoro dei docenti vale poco, non “produce”, ed è comodo, leggero – tanto più in gita scolastica... al punto che può non essere più retribuito nelle componenti accessorie.